Il 18 novembre si festeggia la dea Artio. Il nome di questa dea deriva dalla parola gallica artos, cioè orso.
Anche altre lingue celtiche hanno parole simili, come art nell’antico irlandese, arth in gallese. E perfino in greco ἄρκτος (árktos) significa orso.
È una dea di caccia come la greca Artemide (Lat. Diana) ma anche di abbondanza. Il naturale letargo invernale dell’orso ci ricorda anche il legame con la dea greca Persefone o Kore (Lat. Proserpina) il cui destino di ciclica discesa e risalita dagli inferi generava il susseguirsi delle stagioni.
Per gli esploratori curiosi ma anche per i viandanti che viaggiano da casa eccovi la descrizione:
Questa rappresentazione della dea è stata trovata a Muri in Svizzera ed è oggi conservata presso il Museo di Berna! Attraverso l’iscrizione si comprende il riferimento alla divinità celtica, qui rappresentata come una figura femminile che tiene frutti e fiori nella mano sinistra e una tazza nella destra. Davanti a lei un’orsa avanza. La testa protesa in alto e la bocca semiaperta…sembra in forte contatto visivo con Artio/a che, non a caso, è stata definita da alcuni, la ‘dea degli orsi’.
– Jera
