Rune I: Le origini

Un viaggio che attraversa il tempo e lo spazio: Il viaggio delle Rune:

Quando i primi esseri umani iniziarono a comunicare tra di loro per iscritto lo fecero usando semplici segni incisi sulle pareti delle caverne e sugli alberi. Così fu per gli antichi Egizi che ne fecero un’arte nelle piramidi. Lo stesso accadde ai popoli scandinavi e germanici che cominciarono a servirsi dell’alfabeto runico a partire dal II secolo d.C. Vedere le rune come un naturale proseguimento e miglioramento dei graffiti dell’etá della pietra e cioè come una scoperta archeologica da studiare e ci permette di interpretarla prima di tutto come un una forma di comunicazione.

Approfondendo le nostre conoscenze scopriremmo che per i nostri antichi predecessori le rune rappresentavano anche un potente strumento di connessione con il divino! Secondo la mitologia norrena infatti Odino, padre degli dei, nel tentativo di apprendere i segreti della vita e della morte si appese a testa in giù all’albero della vita (Yggdrasil) e si trafisse con la sua stessa lancia. Durante questo tormento e afflitto dalla fame e dalla sete egli scorse sotto di sé delle rune e le raccolse. In seguito egli rivelò i segreti delle rune al genere umano.

Nell’antichità i maghi-sacerdoti erano rispettati e quasi venerati in quanto possedevano la conoscenza per poter leggere e interpretare le rune.  Questi trasferivano le rune su piccole pietre e lastre di legno e argilla per poterle trasportare nei loro viaggi nomadi. Ogni runa è una rappresentazione di uno stato d’animo naturale. Ogni incisione presenta angoli molto marcati probabilmente a causa delle limitazioni imposte agli incisori dagli strumenti dell’epoca. Ciascuna runa ha una parola chiave, un significato, una divinitá, un colore, un albero, un vegetale, una polarità e un elemento specifico di attribuzione.

L’alfabeto runico, detto “fuþark”, prende il nome dalle prime 6 rune di cui è composto: Fehu, Uruz, Þurisaz, Ansuz, Raido e Kaunan. Esso era originariamente composto da 24 segni, il cui numero originario aumentò col passare del tempo.

Nell’antica lingua scandinava la parola rún significa “scrittura segreta”; in gotico significa “segreto” o “sussurro”. Nell’inglese antico troviamo la parola ‘roun’ e in tedesco ‘ raunen’.  Il rimando, nelle diverse lingue, al pronunciare un discorso a voce bassa – quindi alla segretezza- si collega all’essenza magica delle rune e al potere che veniva ad esse attribuito.

Le rune, nella tradizione norrena, non sono quindi dei semplici segni alfabetici, ma vere e proprie entità simbolico-magiche depositarie delle energie della vita e del mondo.   Esse, infatti, sono definite archetipi (forme preesistenti) perchè sono generate dalle Norne (dal norreno norn che significa “colei che bisbiglia una segreto”), esseri in forma di fanciulle che determinano il destino  degli uomini e degli dei.

L’origine dei segni runici è ancora incerta. Alcuni studiosi hanno avanzato teorie per cui questi segni potrebbero essere giunti dall’area mediterranea, in particolare dagli etruschi, i quali in diversi monumenti funerari hanno lasciato incisi segni molto simili a quelli runici e che avevano anch’essi un valore magico.

A seguire approfondiremo il significato di ognuna della 25 rune (24 più la runa senza nome).

– Jera

Fonti:

Gianna Chiesa Isnardi, “I miti Nordici” 2016.

http://www.bifrost.it/GERMANI/Fonti/Eddapoetica-2.Havamal.html#138                             

Immagine: Pietra runica Karlevi sull’isola di Oland, Svezia (X secolo d.C.)

Lascia un commento