Nel 490 a.C. a Maratona, località della Grecia, si svolse una delle battaglie più famose e più importanti della storia antica. La battaglia in questione rappresenta il punto cruciale della Prima Guerra Persiana.
Dario, re persiano, aveva invaso le isole greche con l’intenzione di dare una severa lezione alle poleis che avevano osato appoggiare le rivolte delle città ioniche contro il suo dominio. Dopo una serie di successi militari i persiani decisero di dirigersi verso l’Attica (con l’obbiettivo di assediare Atene). Non appena questi sbarcarono a Maratona, gli ateniesi e alcuni greci di Platea si posizionarono per affrontare uno scontro assolutamente difficile(Se gli storici sono piuttosto concordi nello stimare l’esercito greco intorno ai 10.000 effettivi, c’è molta incertezza sul numero dei persiani: tra i 15.000 ed i 40.000). Le falangi oplitiche, nonostante l’inferiorità numerica, resistettero all’attacco degli invasori grazie alle capacità tattiche degli strateghi greci, tra cui Callimaco di Afidna, Aristide e Milziade. Quest’ultimo passò alla storia come l’eroe del campo greco e la sua fama superò presto quella dei generali al suo fianco.
Il centro dello schieramento greco indietreggiò portandosi dietro il centro persiano. Mentre succedeva ciò, le ali greche mettevano in fuga i lati persiani, procedendo poi ad una facile manovra di accerchiamento completo di quel che rimaneva dell’esercito invasore. I greci sbaragliarono presto i persiani, costringendo i superstiti ad una disperata fuga sulle navi. Questa vittoria permise alla Grecia e alle sue città-stato di rimanere libere e bloccò –almeno temporaneamente- le mire espansionistiche persiane. Al museo di Olimpia è ancora oggi conservato lo splendido elmo di Milziade. Nonostante siano passati 2.500 anni è in condizioni magnifiche e mostra ancora l’incisione che lo stratego ateniese fece apportare all’elmo, forse in onore della grande vittoria campale ottenuta a Maratona: “Milziade lo dedicò a Zeus”.

– Feor

