Come Perseo, decapitiamo il mostro!

Coscienti della attuale situazione di “quarantena” in cui l’intero paese è (giustamente) costretto, abbiamo pensato che fosse un  buon momento per continuare a scrivere sul blog e soprattutto per raccontarvi un antico episodio mitologico in cui un essere umano riesce a sconfiggere un mostro ben più forte di lui e dei suoi simili. Mettetevi comodi, gustatevi l’articolo..che sia di ispirazione a tutti noi per fare ciò che è in nostro potere per lottare contro un nuovo e insidioso mostro. 

Gli eroi di tutti i tempi e in tutte le culture erano umani, eppure erano più grandi degli umani, poiché in loro scorreva -in parte- sangue divino. Osavano avventurarsi ai confini del mondo mortale e, come premio per la loro audacia, spesso ricevevano l’aiuto di quelli che mortali non erano. E’ quello che accadde nelle assolate isole della Grecia al celebre Περσεύς (Perseo), figlio del re degli Dei Zeus e della bella mortale Danae. Il re Polidette affidò a Perseo un incarico quasi impossibile poiché lo voleva morto. Egli avrebbe dovuto impadronirsi della testa di Medusa, una Gorgone, un mostro alato il cui sguardo bastava a pietrificare gli essere umani. Questo sarebbe stato il suo dono di nozze al sovrano. Furono proprio i doni ad aiutare Perseo: primo fra tutti quello di Atena, sua protettrice, la quale gli fornì uno scudo tanto lucido che somigliava ad uno specchio, raccomandando all’eroe di guardare Medusa solo di riflesso. Ermes gli regalò un falcetto di diamante affilatissimo, col quale l’eroe avrebbe decapitato il mostro. Mancavano ancora tre strumenti per portare a compimento la missione: i sandali alati, la kibisis (un sacchetto magico in cui depositare la testa mozzata di Medusa) e l’elmo di Ade, divinità degli Inferi, che lo avrebbe reso invisibile, anche detto kunè.

Fu in quel momento che Perseo si mise in viaggio perchè sapeva che avrebbe dovuto lottare per ottenere i preziosi strumenti, i quali si trovavano in possesso delle Ninfe dello Stige. Solo le Graie sapevano dove fossero le Gorgoni e a loro, nate anziane e grinzose, Perseo rubò l’unico dente e l’unico occhio di cui esse disponevano e che usavano a turno; infine le le ricattò per farsi svelare il luogo mostruoso. Fu così che usando lo specchio di Atena si addentrò nella foresta tetra e popolata dalle statue di uomini pietrificati dallo sguardo del mostro dalla testa fatta di serpenti. Sentì il sibilo delle bestie e senza guardarla, ma sfruttando il riflesso dello specchio, la decapitò con il falcetto di Ermes, sconfiggendo lei e il terribile sovrano che avrebbe voluto uccidere lui e prendere sua madre in sposa.

Questo mito, celebre e antichissimo, lo dedichiamo a tutti gli eroi che oggi stanno combattendo per salvare vite umane negli ospedali, a chi è costretto a lavorare nonostante tutto e anche a chi combatte la sua battaglia da casa, come dobbiamo cercare di fare tutti. Abbiamo delle nuove “armi” rispetto al passato: tecnologia e condivisione possono permetterci di affrontare sfide e pericoli nuovi grazie alla comunicazione. Unità nella distanza. 

 

La speranza divampa!

– Cr

Immagine: Perseo Trionfante (Musei Vaticani)

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