L’incredibile storia di Pier Gerlofs Donia, la “Croce degli Olandesi”

Discendente di una famiglia frisona di antico retaggio, Pier Gerlofs Donia nacque intorno al 1480 a Kimswerd, nella zona della Frisia Occidentale (territorio costiero situato nell’attuale Olanda).

 Fino al 1498 la regione era definita politicamente come “Libertà Frisona”, un territorio formalmente indipendente e autogovernato che faceva parte del vasto Sacro Romano Impero. Alla fine del secolo però, dopo decenni di guerra civile, l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo cedette la Frisia ad Alberto III di Sassonia. I duchi di Sassonia combatterono ferocemente per far riconoscere la propria autorità in quelle terre, solo per poi venderne il titolo a Carlo II Egmont, duca di Gheldria, il quale riuscì a sottomettere le resistenze locali nel 1524.  In questo contesto si installa la storia di quello che ad oggi viene ancora ricordato come il più grande(in tutti i sensi) eroe della resistenza Frisona.

Nel 1515, durante gli scontri tra oppositori e sostenitori degli Asburgo, il villaggio dove vivevano Pier e la sua famiglia fu attaccato da un gruppo di mercenari lanzichenecchi. Sua moglie fu violentata e assassinata, le sue proprietà distrutte. Pier, impazzito di rabbia, decise quindi di dedicare la sua vita alla vendetta e alla causa della libertà della sua amata Frisia. 

Pier Gerlofs Donia(detto Grutte Pier cioè “grande Piero/Pietro) è una di quelle figure che restano a metà tra la storia e la leggenda: Sembra fosse stato alto più di due metri, armato di un’enorme Zweihander(Spadone a due mani), eccellente stratega e feroce guerriero. 

Pier non perse tempo e costituì un gruppo di pirati frisoni chiamato “Arumer Zwarte Hoop”(traducibile letteralmente come “mucchio nero di Arum”), si alleò con Carlo di Egmont, che inizialmente lo sostenne per danneggiare gli Asburgo, e si lanciò in operazioni di pirateria memorabili: in una sola battaglia riuscì a catturare 28 imbarcazioni olandesi, cosa che gli valse il soprannome di “Croce degli Olandesi”.  La sua condotta,però, fu tutt’altro che priva di ombre: ben presto portò le sue forze ad attaccare villaggi costieri razziando e massacrando molti civili. Si ricordano la conquista e il saccheggio della città di Medemblik nel 1517, Nieuwburg, Middelbourg e la città di Asperen.

Si racconta che fosse solito sottoporre chi voleva unirsi alla ribellione ad una prova per scongiurare la presenza di spie olandesi o tedesche: ripetere lo scioglilingua“Bûter, brea en griene tsiis: wa’t dat net sizze kin, is gjin oprjochte Fries” (“burro, pane e formaggio verde: se non puoi dire questo non sei un vero frisone”).

Visti i successi di Pier, Carlo d’Asburgo finanziò le forze navali olandesi per impedire che i pirati frisoni, coadiuvati dal rivale Carlo di Egmont, continuassero indisturbati le loro razzie. Nonostante i successi di Pier, lo stesso Carlo di Egmont manifestò quella che era la sua volontà iniziale: dominare la Frisia al posto degli Asburgo, non liberarla. A seguito di ciò, nel 1518, Pier si ritirò a vita privata e morì l’anno successivo. Lasciò le truppe che gli restavano al suo luogotenente e nipote Wijerd Jelckama(il quale gli somigliava anche nella stazza fisica). L’avventura dell’Arumer Zwarte Hoop si concluse nel 1523 con la cattura e decapitazione di Jelckama e dei suoi soldati superstiti.

La figura e la storia di Pier Gerlofs Donia, nonostante siano poco conosciute fuori dalla Frisia, furono di ispirazione per artisti di vario genere. Fra tutti, sembra che l’autore e illustratore Kentarō Miura sia stato ispirato proprio da “Grutte Pier” per Gatsu, il protagonista del manga “Berserk”.

Nel 1791, nella città di  Leeuwarden a furono ritrovati due possenti spadoni che vennero attribuiti subito a Pier e a suo nipote Jelckama.  

L’enorme spada attribuita a Pier misura 2,15 cm di altezza e 6,6 kg di peso.

– Feor

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