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| “Úlfr sé ek liggja árósi fyrir, unz rjúfask regin”; – Lokasenna, Edda poetica | “Vedo il lupo accovacciato davanti alla foce del fiume fino a quando gli dèi non cadranno.” |

Fenrir( in antico norreno: Fenris o Fenrıs vlfr) è il lupo gigante e terribile, figlio del dio Loki e la gigantessa Angrboða. Di questo animale mitico si fa più volte menzione nell’Edda, la nostra principale fonte riguardo la mitologia norrena.
Fenrir, secondo la tradizione, non è solo un enorme lupo dotato di forza e grandezza straordinarie, ma ha ereditato dal padre la spiccata intelligenza e la capacità di parlare.
Il lupo venne allevato insieme ad Hel e a Jǫrmungandr (anche conosciuto come Miðgarðsormr, il “Serpente del mondo”), anch’essi concepiti da Loki e Angrboða; la prima era destinata a regnare sui morti, il secondo a diventare il flagello del dio Thor.
Queste creature vennero portate al cospetto di Odino per decidere sulla loro sorte. Hel venne spedita negli inferi e Miðgarðsormr venne inabissato. Restava da decidere che farne di Fenrir, temuto al punto tale da essere sfamato solo da Tyr, l’unico tanto coraggioso da avvicinarsi. La grandezza e la ferocia della belva cresceva di giorno in giorno così gli dei di Asgard, preoccupati dalle profezie, decisero di incatenare il lupo. La missione si dimostrò ardua: Fenrir si lasciò incatenare due volte con la scusa di mettere alla prova la sua forza; il lupo distrusse entrambe le catene(Lœðingr e Drómi).

Gli dei inviarono un messaggero presso Svartálfaheimr(il regno degli elfi oscuri) per convincere alcuni nani a fabbricare una catena che potesse trattenere la forza della bestia. Essi crearono Gleipnir(etimologia incerta), una catena che all’apparenza sembrava un nastro di seta ma che era impossibile da distruggere.
A Fenrir, presso l’isola di Lyngvi, venne sottoposta quest’ultima catena ma egli, vedendola tanto fragile nell’aspetto, si insospettì e accettò di farsi legare con Gleipnir solo se durante la prova qualcuno avesse tenuto una mano nelle sue fauci, come segno di fiducia. Tyr, il dio giusto e coraggioso per antonomasia (trovate qui il link dell’articolo dedicato: https://fuocodelviandante.code.blog/2019/02/27/mitologia-del-nord-tyr/ ) accettò la richiesta. Era pronto a sacrificare la sua mano piuttosto che lasciare libero il lupo gigante.
Il piano funzionò: Fenrir, malgrado tutti i suoi sforzi, rimase incatenato. Gli dei risero per la loro astuzia, tutti tranne Tyr, a cui il lupo mozzò la mano. Il palo posto all’estremità della catena venne quindi fissato a terra con l’aiuto di due grandi massi. Alla bestia, folle di rabbia, venne inoltre bloccata la bocca aperta con una spada. Secondo il mito dalle sue fauci usciva talmente tanta saliva da formare un fiume Ván(letteralmente “attesa”), così Fenrir rimase bloccato sull’isola.

Secondo la mitologia norrena, durante il Ragnarǫk, spesso definito come “la fine del mondo” o “l’ultima battaglia” tra l’ordine e il caos, Fenrir riuscirà a liberarsi e a combattere gli dei di Asgard(che rappresentano le forze della luce e dell’ordine). Viene raccontata la straordinaria grandezza del lupo, capace di toccare il cielo con la mascella superiore ed il suolo con quella inferiore quando aprirà la bocca.
Fenrir riuscirà anche a divorare Odino, il padre di tutti gli dei. Egli infine ingaggerà una feroce battaglia contro il figlio di Odino, Viðarr. Sarà proprio lui a vendicare suo padre, bloccando la bocca del lupo con mani e piedi e finendolo con un colpo di spada.
A Fenrir sono associati altri due lupi, Hati e Skǫll, rispettivamente i lupi che secondo il mito inseguivano quotidianamente la luna ed il sole nel cielo. Secondo alcune fonti Hati sarebbe suo figlio.
– Feor
Fonti:
– G. Chiesa Isnardi, I miti nordici, Milano, Longanesi, 2016
– Edda poetica;
– Sito “Bifrost.it” (https://bifrost.it/GERMANI/Schedario/Fenrir.html);

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