
A pochi chilometri da Roma, si trovano i resti di una città fantasma, abbandonata da secoli e circondata da un fitto alone di mistero e leggende: l’antica città di Galeria Antica. Non abbiamo resistito alla curiosità e siamo andati a visitarla.
L’origine della città è incerta, si pensa sia stata fondata dall’antico popolo italico dei galerii oppure dagli etruschi (insistendo nella zona sud dell’area di influenza etrusca). Dopo il periodo romano, Galeria Antica fu oggetto di un assedio da parte dei saraceni nel IX secolo d.C. che si concluse con la distruzione della città. Dopo essere stata ricostruita, Galeria passò sotto il controllo di diverse famiglie: Orsini, Colonna, Caetani e altri ancora. Con i Sanseverino Galeria Antica si avviò ad un progressivo declino, fino ad arrivare al misterioso (almeno nelle modalità) abbandono della città.
La città fantasma di Galeria Antica deve questo appellativo all’epidemia di malaria che ne decimò la popolazione ed al conseguente abbandono del borgo nei primi anni del XIX secolo. Il cartello all’entrata riporta testualmente: “La gente del luogo fuggì dalla città con particolare precipitosità, tanto da lasciare non solo gli attrezzi e i suppellettili, ma persino i cadaveri sui carri che avrebbero dovuto seppellire lontano dalla città. I corpi furono rinvenuti qualche anno dopo l’abbandono di Galeria e furono sepolti mezzo secolo più tardi. Gli abitanti che fuggirono da Galeria, poche decine di persone, si trasferirono solo ad un chilometro dalla città e fondarono un nuovo borgo, Santa Maria di Galeria Nuova.”




L’entrata del sentiero che porta alla città si trova sulla via di Santa Maria di Galeria, nei pressi di Osteria Nuova e molto vicina al lago di Bracciano. Dopo aver lasciato la macchina e attraversato un cancello (volutamente aggirabile), ci siamo incamminati su un viottolo sterrato circondato da meravigliosi campi fioriti (aiutati anche dalla bellezza della giornata). Dopo poche centinaia di metri ci si ritrova a costeggiare uno sperone di tufo che si alza sulla sinistra della via: in cima ad esso si trovano i resti della città. A causa del forte vento di quei giorni, caddero molti alberi. Uno di questi ce lo siamo trovato davanti, a sbarrare la strada in salita che conduce alla porta del borgo. Superato l’albero senza troppi problemi, siamo arrivati alla porta. Il fascino della città comincia subito a farsi sentire: la fitta vegetazione cresciuta senza ostacoli riempie ogni angolo, coprendo dai raggi del sole quasi tutti i resti dell’antico insediamento. Superata l’entrata, ci si immerge in un’atmosfera cinematografica (in effetti Galeria Antica è stata spesso usata come location per film e serie tv) nella quale non si distingue facilmente l’opera umana da quella della natura. I numerosi resti degli edifici, infatti, si compenetrano con gli alberi e la massiccia vegetazione presente. Del castello e delle diverse chiese che c’erano un tempo, non rimangono che poche testimonianze ridotte in macerie. Uno dei pochi elementi rimasti in piedi è il campanile della chiesa di San Nicola. Esso sorge sul bordo ovest, affacciandosi sulla parte di sperone costeggiato dal fiume Arrone.

Dopo un giro della cittadina e qualche foto, ci siamo rimessi in cammino sulla via del ritorno, lasciandoci la città fantasma alle spalle ma coscienti(e contenti) di essere stati ospiti di un luogo davvero speciale.
– Feor
