Il mistero delle spade di Ulfberht

La spada vichinga, evoluzione della tardoromana “spatha”, è considerata l’anticipatrice della famigerata spada cavalleresca, la più famosa arma medievale. La spada vichinga era diffusa in tutta l’europa settentrionale e centrale(era molto usata nell’impero carolingio, tanto che molti affermano che questo stile debba essere chiamato “carolingio”, invece che “vichingo” ) tra i secoli VIII e l’XI, coprendo tutto il periodo vichingo. I franchi non furono solo fruitori di questo tipo di arma, ma anche abili produttori.

La spada era lunga intorno ai 95cm (75-80 cm la lama) e pesante poco più di un chilogrammo. Presentava una composizione più solida dei modelli di spada dei secoli precedenti ed impugnatura decorata in modo inedito.  Era un’arma con cui si poteva colpire pesantemente di taglio, con fendenti che potevano provocare gravi danni all’avversario, ma poteva essere usata efficacemente anche di punta.

Cacciatori brandiscono armi vichinghe, illustrazione del Salterio di Stoccarda

Molte spade vichinghe ritrovate(precisamente 167) portano inciso il nome ULFBERHT. Gli studiosi hanno pensato subito alla firma di un fabbro scandinavo. Queste armi dovevano rappresentare il meglio che si poteva trovare sul mercato: l’acciaio utilizzato per produrle è infatti purissimo, l’alto contenuto di carbonio(tre volte superiore a quello delle spade del tempo) rendeva queste lame resistenti, leggere e flessibili.

Dopo le dovute analisi chimiche gli esperti si sono immediatamente chiesti come sia possibile che un fabbro vissuto mille anni fa sia riuscito a produrre delle armi di una qualità di acciaio che sarebbe stata raggiunta solo con l’avvento della rivoluzione industriale. Un mistero rimasto ancora da chiarire.  

Nonostante queste spade siano state attribuite ad un fabbro(o più probabilmente ad una o più fucine di fabbri) di provenienza scandinava, alcuni fattori hanno fatto vacillare tale convinzione: Il nome “Ulfberht” è infatti un nome di origine franca, non norrena. Inoltre la qualità diversa e le molte incisioni che riportano varianti del nome Ulfberht hanno fatto pensare ad una serie di produttori diversi e ad una serie di falsari che utilizzavano la fama di queste armi per poter vendere le proprie, di qualità evidentemente inferiore.

Un altro elemento interessante è la presenza di croci che precedono e/o seguono la firma sulle spade. Questo porta a pensare che Ulfberht poteva essere un uomo di chiesa(un vescovo o un abate) in quanto questi usavano scrivere il proprio nome con una piccola croce all’inizio.

Moltissime delle spade sono state ritrovate in Scandinavia, ma le analisi chimiche di diversi esemplari hanno fatto ricondurre la fucina/le fucine di Ulfberht in Franconia (Germania). Si è quindi pensato che, nonostante i re franchi avessere proibito il commercio di beni come le armi agli “uomini del nord”, le armi venivano comunque vendute ai norreni attraverso il contrabbando. In alternativa alcune delle ambite spade potrebbero essere finite nelle mani dei vichinghi attraverso i saccheggi, di cui essi erano maestri.

In un modo o nell’altro, queste straordinarie armi furono micidiali testimoni di battaglie e razzie, silenti e terribili strumenti il cui segreto ultimo resta seminascosto in un’antica fucina, illuminato dalle scintille di un martello di mille anni fa.

– Feor

Fonti:

– “Zhistorica,  Spade (II): la Spada Vichinga” (http://zweilawyer.com/2010/03/21/la-spada-vichinga-viii-xi-secolo/)

–  “La Storia Viva: La spada di Ulfberht non è vichinga” (http://lastoriaviva.it/la-spada-ulfberht-non-e-vichinga/ )

– Blog “FJǪLKNORSE, Le misteriose spade di Ulfberth” (https://fjlknorse.wordpress.com/2020/02/24/le-misteriose-spade-di-ulfberth/)

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