
Thor (in lingua norrena Þórr), nella tradizione nordica, è il dio del fulmine, del tuono e della tempesta. Egli fa parte della stirpe dei Asi (o Aesir) ed insieme ad Odino, suo padre, è la divinità più venerata e famosa del pantheon norreno.
Thor è figlio di Odino e Jord (Jǫrð), Sif è la sua sposa e secondo la tradizione egli sarebbe padre delle giovani Þrúðr e Móð nonché di Magni, figlio avuto con la gigantessa Jàrnsaxa. La tradizione riporta che egli ha dimora nel Þrúðheimr (“Paese della forza”). I tuoni ed i fulmini che gli umani avvertono nel cielo sono un segnale del suo potere e del suo passaggio: Thor infatti si sposta nei cieli su di un carro trainato da una coppia di capri. L’affinità di questa divinità all’elemento del fulmine o alla tempesta più in generale, lo rende assai simile ad un altro dio della tradizione indoeuropea: il latino Giove (Juppiter). Inoltre, come Giove, anche il dio nordico dà il nome al giovedì. Thor viene identificato come radice nel nome del giorno della settimana che è chiamato “Thursday” in inglese, “Torsdag” nelle lingue scandinave.
L’arma più famosa di questo dio è il potentissimo martello Mjolnir (Mjǫllnir nell’antica lingua norrena) che significa letteralmente “Frantumatore”. Il martello divino in questione, secondo la tradizione, è un’arma potentissima che fu creata dai nani e donata agli Asi, quindi a Thor, il quale sarebbe l’unico a poterlo utilizzare (per mezzo di guanti di ferro). Il Mjolnir, se lanciato, tornerà sempre nelle mani del proprietario. Il martello, unito alla cintura della forza che Thor indossa, rendono questa divinità praticamente imbattibile. L’unico essere che riuscirà a sconfiggere Thor sarà Midgardsormr (Miðgarðsormr) (detto anche Jǫrmungandr), l’enorme serpente del mondo, tanto grande da abbracciare l’intera terra e riuscire a mordersi la coda. In questo scontro, che si verificherà durante il conflitto finale del Ragnarok, entrambi gli sfidanti troveranno la morte, simboleggiando così il destino dell’eterna battaglia tra l’ordine ed il caos.
Thor è il dio protettore dell’umanità. Egli assolve al ruolo di difensore contro il maligno e ciò che non è umano. In virtù di questo, Thor è famoso per la sua strenua lotta contro giganti (Hrungnir, Geirröðr sono i più famosi), nani e mostri che minacciano la vita degli esseri umani. Il simbolo con il quale Thor viene identificato è appunto il suo potentissimo martello Mjolnir. A testimonianza del ruolo di protettore di questa divinità, sono stati trovati moltissimi ciondoli a forma di martello che gli antichi scandinavi usavano portare al collo per ingraziarsi il dio e scacciare le malvagità. A questo fatto si ricollega la storia della cristianizzazione della Scandinavia e del ruolo che il culto del dio del tuono ha giocato in questo processo. Il culto di Thor, infatti, fu quello più difficile da estirpare e quello che lasciò più tracce. Questa divinità venne spesso confusa o contrapposta al Cristo: emblematica è la somiglianza tra i primi ciondoli cristiani a forma di croce apparsi in Scandinavia e i ciondoli che rappresentavano il Mjolnir pagano. Troviamo inoltre numerose testimonianze che raccontano la fase di cristianizzazione usando ad esempio il culto di Thor mettendolo in contrasto con quello del Cristo: si racconta, ad esempio, che il re Olàfr Tryggvason si recò a Mæren, in Norvegia, presso uno dei templi più famosi e distrusse la statua di Thor con un’ascia per poi convincere i pagani a battezzarsi. Questa contrapposizione Thor/Cristo – paganesimo/cristianesimo compare in molte saghe e resoconti del periodo.
Spesso si tralascia il confronto tra Odino e Thor. Mentre il primo fa riferimento -culturalmente parlando- al “comitatus”, il gruppo guerriero vichingo, dedito all’avventura, alla guerra e alla gloria, Thor ha un filo diretto con la “Sippe”, cioè l’unità della famiglia/società. Nel “Canto di Hàrbardr” i due dei si affrontano in uno scontro verbale.
Nonostante siano passati secoli dai giorni d’oro per il culto di Thor, la figura mitica di questa divinità impulsiva e guerriera ha ispirato in modo forte la nostra cultura e la nostra percezione di ciò in cui credevano gli antichi popoli norreni. E’ affascinante pensare che ci fu un tempo in cui il fragore dei tuoni che possiamo ascoltare durante un temporale fosse attribuito al passaggio del famoso dio armato di martello.
– Feor
Fonti: – G. Chiesa Isnardi, I miti nordici, Milano, Longanesi, 2016
Immagine: “Thor combatte contro i giganti”, Mårten Eskil Winge (1872).
