Viandando – Trekking “Dark” sulla Via Sacra

Questa volta i nostri passi viandanti si sono diretti verso uno dei percorsi più suggestivi dell’Italia Centrale, un tracciato arcaico che si snoda su quello che anticamente era conosciuto come “Mons Albanus”, oggi noto come “Monte Cavo”.

Le origini

Ma partiamo dall’inizio: questa montagna una volta era fuoco. Il monte Cavo, infatti, con i suoi 950 metri di altezza, anticamente era un vulcano; ed è proprio grazie ai depositi lavici che è oggi il secondo rilievo più alto dei Colli Albani, dopo il Maschio delle Faete.
Questo gruppo di rilievi montuosi insiste sulla zona dei Castelli Romani (A Sud-Est della capitale) e racconta una storia millenaria tutta da scoprire.
In particolare vi racconteremo della nostra escursione sul Monte Cavo, sul quale si arrampica un antico e tortuoso sentiero romano in basolato vulcanico: la Via Sacra.

Il Monte Cavo fu di importanza centrale per le popolazioni latine già dell’età del Bronzo ed il nome deriverebbe dall’abitato di Cabum (oggi Rocca di Papa). Oltre al peso strategico, questa altura aveva un valore sacro: sulla sua sommità sorgeva il tempio di Iuppiter Latiaris (Giove Laziale). Qui tutti i popoli della confederazione latina venivano a rendere onore al padre degli dei, qui i consoli della giovane e promettente città di Roma venivano a sacrificare a Giove e, qualora avessero vinto importanti battaglie, era sulla Via Sacra che tenevano il trionfo.

Il tempio fu poi superato per fama e importanza da quello di Giove Capitolino e sulle sue fondamenta, durante il medioevo, fu eretto l’Eremo di San Pietro. Quest’ultima struttura fu successivamente trasformata in Monastero (nel 1727) e infine in albergo nel XIX secolo. Oggi l’edificio è in stato di abbandono. Ennesimo sfregio alla grande storia che ha attraversato questi luoghi.

Un tratto della Via Sacra

Il percorso sulla Via Sacra


Superata la Via dei Laghi in direzione di Rocca di Papa, abbiamo lasciato l’auto nello spiazzo dell’incrocio stradale tra Via Ariccia e Via Scalette, una via asfaltata che curvando sale dolcemente sul fianco del Monte Cavo. Abbiamo quindi raggiunto un incrocio da dove -sulla sinistra- comincia il percorso lastricato della Via Sacra.

Le pietre della Via -circondate da una flora rigogliosa- marcano ancora bene la direzione e la passeggiata risulta davvero piacevole; nonostante questo in alcuni punti il sentiero è dissestato perciò è bene affrontare la salita con scarpe e abbigliamento adatto.

‌La bellezza straordinaria di quest’esperienza è stata sicuramente arricchita dal “tempaccio” che ci ha accompagnati per tutta l’escursione: se ai piedi del monte il cielo coperto si limitava a minacciare la pioggia, una volta arrivati alla cima, l’altura era avvolta dalla nebbia e le prime gocce cominciavano a cadere. Qui, l”occhialone” (il punto da dove si possono scorgere sia il lago di Nemi che quello di Albano) non mostrava altro che una fitta e affascinante cortina bianca.

Così, raggiunta la sommità del monte, ci siamo ritrovati letteralmente catapultati in un’atmosfera fuori da ogni aspettativa: abbiamo quindi abbandonato per un momento l’ultimo tratto del percorso lastricato per inoltrarci tra la vegetazione e perderci nel fitto della foresta…le immagini parlano da sole.

Il tunnel nella nebbia

L’ultima parte della Via Sacra ci ha lasciati tanto perplessi quanto incuriositi.
Sempre ammantati dall’immancabile nebbia ci siamo ritrovati davanti a una zona costituita da due strutture militari recintate (all’apparenza abbandonate o forse sguarnite a causa della pioggia – si ha comunque “La sensazione inquietante di non vedere nessuno ma di sapere che qualcuno invece c’è e ti sta osservando.” come riporta Alessandra di Nemora nel suo articolo dedicato) che circondano il sentiero in basolato nero…all’interno si potevano scorgere grandi antenne: un vero e proprio contrasto con il carattere naturalistico e storico della zona. Ma non finisce qui: il corridoio formato dalle recinzioni sembrava portare nel nulla poiché la foschia bloccava la visuale, così siamo andati avanti e -come in una puntata di “Dark” o “Stranger Things”- dalla nebbia è emerso l’ingresso di un Tunnel in mattoni. La Via Sacra si interrompe contro il muro con cui è stato chiuso il misterioso tunnel. Questo ci ha lasciati con diversi interrogativi che poi, una volta tornati a casa, hanno trovato parziali risposte sul web: Sembra infatti che tra i locali si vociferasse da decenni sull’esistenza di un fantomatico “bunker” (analogo a quello presente nel Monte Soratte) e di pericolose armi legate alla Guerra Fredda all’interno della montagna e che, solamente nel 2015, si ebbe la prova dell’esistenza di tale Bunker poiché venne smantellato e abbandonato. Semplicemente da brividi.

Forse ci siamo attardati troppo oppure il “Dio del Tuono” ha voluto salutarci a modo suo, fatto sta che la discesa per il ritorno è stata quasi tutta sotto la pioggia battente…ma non ci passa per la testa di lamentarci: siamo tornati con i vestiti zuppi ma con i cuori infuocati dalla storia millenaria e dalla misteriosa atmosfera di questa straordinaria montagna sacra.

– Flavio Feor

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