
Vi è mai capitato di entrare in una vecchia casa vuota e avere la sensazione di non essere soli?
Il grande fumettista, nonchè sceneggiatore e regista Hayao Miyazaki, spiegherebbe questo fenomeno animando palline nere di fuliggine che viaggiano specialmente attraverso le fessure delle pareti e dei tetti, negli angoli bui e soprattutto nelle dimore in disuso, chiamandoli ‘nerini del buio’ (vedi ‘Il mio vicino Totoro’ Miyazaki 1988 e ‘La Città Incantata’ 2001) .I susuwatari…dal giapponese letteralmente ‘fuliggine che viaggia’, sono semplici spiriti della casa, non aggressivi. Secondo la leggenda sono i bambini a vederli e se si vuole scoraggiarli basta ridere ad alta voce e fare rumore…questo li farà scappare alla ricerca di un luogo più tranquillo e disabitato, in quanto creature riservate e silenziose.

Le storie e leggende del folklore giapponese sono popolate di esseri come questi, anche malevoli.
Gli spiriti ed i mostri rappresentano un aspetto vivo e presente anche nella vita quotidiana, ma ci sono miti e racconti popolari che narrano anche storie meno terrificanti, di divinità, persone, animali intelligenti e furbi (soprattutto gatti e volpi), samurai, esseri dei boschi e dei laghi.Nelle montagne giapponesi esistono anche degli spiriti benevoli simili a monaci buddisti o asceti religiosi, che prendono il nome di Tengu. Sono esseri potenti, la cui saggezza e meditazione rende miti e tranquilli se non provocati. In caso contrario possono diventare vendicativi e violenti in quanto il loro potere distruttivo può abbattersi non solo gli uomini, ma anche sul resto del mondo, provocando catastrofi naturali.La loro caratteristica più forte è legata all’aspetto bizzarro, dovuto al colore rosso acceso dei loro volti e alla lunghezza spropositata dei loro nasi.
I tengu sono simili alle famose maschere giapponesi dai colori sgargianti e le espressioni non molto rassicuranti, perchè è proprio da loro che sono ispirate.
“Devi avere incontrato il custode della foresta.
Questo vuol dire che la buona sorte è con te.
Però non è possibile incontrarlo sempre”
Il mio vicino Totoro
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– Jera
