
Mausoleo, fortezza, elegante palazzo e carcere “duro”, Castel Sant’Angelo è stato tutto questo e anche oltre: oggi vi raccontiamo la nostra visita nel bastione di Roma.
Conosciuto anche come Mole Adriana e Castellum Crescentii, Castel Sant’Angelo deve il suo nome ad un evento accaduto nel 590: Roma era colpita duramente da una pestilenza, così Papa Gregorio I decise di organizzare una processione; mentre il pontefice attraversava ponte Elio (il ponte antistante la fortezza) ebbe la visione dell’arcangelo Michele che rinfoderava la spada, chiaro segno -secondo il papa- dell’imminente fine della pestilenza. La pestilenza finì davvero e il fortilizio prese così il nome di Castel Sant’Angelo.

STORIA
La storia di questo complesso comincia ufficialmente nel II secolo d.C., quando l’imperatore romano Adriano ordina di costruire il suo enorme e fastoso mausoleo di forma circolare (con basamento quadrato sottostante).
A differenza di molti altri monumenti e luoghi d’interesse della città, il mausoleo non cadde in rovina o perduto con la caduta dell’impero: venne infatti intelligentemente riadattato nei secoli secondo le necessità del momento. È proprio questa metamorfosi a rendere Castel Sant’Angelo tanto unico e affascinante.
Durante il medioevo, ad esempio, venne fortificato ed utilizzato come luogo difensivo/rifugio prima dalle famiglie nobili romane e successivamente dallo stato della chiesa, che ne prese possesso agli inizi del XV secolo.
L’antico mausoleo diventò una fortezza, la fortezza del potere temporale pontificio: i papi, infatti, trasferirono qui il tesoro e gli archivi vaticani, senza contare che Castel Sant’Angelo veniva utilizzato come ultima difesa per i pontefici che con un passaggio (detto “passetto”) potevano abbandonare San Pietro in caso di attacco. Successivamente il castello venne adattato a tribunale e prigione attraverso modifiche continue e interventi che si susseguono nel corso dei secoli.

STRUTTURA
Entrati dalla porta principale (davanti al Ponte Sant’Angelo, adornato dalle splendide statue del Bernini) si compie un primo giro intorno alla possente struttura circolare del castello e una volta tornati all’entrata/uscita si entra nel Dromos, un grande corridoio un tempo lastricato di marmi pregiati (restano oggi i grandi rivestimenti in travertino) che conduce all’Atrium e alla rampa elicoidale.
La rampa è illuminata e “servita da quattro grandi aperture verso l’alto e porta fino alla Sala delle Urne, il cuore del mausoleo e il luogo dove riposavano le spoglie dell’imperatore: questa zona è stata modificata nel medioevo rendendo la Sala delle Urne un ennesimo elemento di difesa (con una sorta di ponte levatoio sopraelevato ed entrata fortificata) per impedire ad eventuali nemici di proseguire verso i piani rialzati. Salendo verso l’alto si giunge all’aperto -e al castello vero e proprio- nell’elegante e funzionale cortile dell’Angelo, con la suggestiva statua realizzata Raffaello da Montelupo: questa zona affaccia sugli appartamenti pontifici e -parallelamente- conduce al camminamento di ronda da cui si può osservare l’intero panorama circostante.

Si passa quindi agli spazi residenziali o di rappresentanza: questi luoghi contrastano con le spartane architetture difensive della fortezza e sono state concepite durante il rinascimento come vere opere d’arte e simboli del potere pontificio, fra tutte spiccano la Loggia di Giulio II e la splendida Sala paolina, voluta da Papa Paolo III Farnese (XVI secolo) e completamente affrescata da Perino del Vaga; qui il pontefice accoglieva gli ospiti di alto rango e i capi di stato. Per un attimo non sembra più di trovarsi in una fortificazione, ma in una sontuosa villa del rinascimento romano.
Infine si sale fino al punto più alto: il terrazzo dell’Angelo, da cui si ha una vista mozzafiato a 360 gradi su tutta Roma e dove ci si trova in compagnia della grande statua in bronzo dell’arcangelo Michele che, rinfoderando la sua spada, domina l’intera città.
– Feor

