
Le festività natalizie sono alle porte e come ogni anno moltissime persone stanno per celebrare questo evento che ricorre il 25 dicembre. Ma da dove viene il Natale?
Quella che oggi conosciamo come festa tipicamente cristiana, in realtà, affonda le sue radici nei culti pagani del passato, come quello latino del Sol Invictus e quello celto-germanico di Yule. Entrambi celebravano – durante la seconda metà di dicembre- il solstizio d’inverno. Simbolo della “fine” delle tenebre invernali e della “rinascita del nuovo ciclo solare.
Nell’antica Roma in inverno (17-23 dicembre) si celebravano i Saturnali (in onore del dio dell’agricoltura); in quest’occasione si mangiava insieme e ci si scambiavano dei doni.
Mentre la festività del Natalis Solis invicti (la nascita del sole invitto) cadeva proprio il 25 dicembre e questo culto era talmente apprezzato nella Roma tardo imperiale da risultare “fastidioso” alle stesse gerarchie cristiane:
«È così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e, piegando la testa, si inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza di ossequio a questo culto degli dei.»
(Papa Leone I, 7° sermone tenuto nel Natale del 460 – XXVII – 4)

Altre testimonianze riguardano la tradizione del nord Europa, in particolare quella dei popoli germanici che festeggiavano -ormai da molti secoli- il passaggio del solstizio d’inverno.
Il 21 dicembre è infatti la notte più lunga dell’anno e precede il primo giorno di “risveglio solare”, un momento di cambiamento che apre un nuovo ciclo di vita per chi- come allora- viveva in completa simbiosi con i ritmi della natura.
La festività che veniva celebrata in questa occasione prevedeva il nome di “Jól” o “Jul” (in inglese “Yule”).
Pare che il nome sia originato dalla parola norrena “Hjól” che significa “ruota”, un probabile rimando alla ruota dell’anno che termina e poi ricomincia il suo giro durante il solstizio invernale.
Lo stesso Papa Gregorio I, nel VI-VII secolo, sosteneva che la cristianizzazione in atto nei confronti dei popoli del nord Europa doveva provare ad adattarsi ad alcuni aspetti dei culti locali, in modo da far “digerire” meglio il cristianesimo ai nuovi fedeli.

Per questo motivo ancora oggi nel moderno Natale permangono simboli ed elementi tipici dei culti pagani antichi, come il vischio, l’agrifoglio e l’albero di abete(albero di natale).
Che voi siate cristiani, pagani, appartenenti ad altre religioni o atei, noi del Fuoco del Viandante vi auguriamo di passare un buon Natalis Solis Invicti, un fantastico Yule, un Buon Natale oppure il migliore “meritato riposo” possibile dalla frenetica vita che conduciamo durante il resto dell’anno.
– Feor e Jera
