Viandando – Le Gole del Biedano, all’ombra di Barbarano Romano

La profonda valle scavata dal torrente, vista dal borgo di Barbarano Romano

Prosegue la nostra rubrica “Viandando” portandovi in escursione sul percorso del fiume Biedano, sotto lo sperone di tufo su cui sorge il paese di Barbarano Romano.
Partiamo col dire che l’escursione -per come l’avevamo programmata- doveva giungere al vicino borgo di Blera ma per cause di forza maggiore siamo dovuti tornare indietro prima del previsto (in tempo per trovare riparo da un’acquazzone che non avevamo affatto previsto).
Nonostante ciò abbiamo potuto apprezzare le bellezze che offre il Parco Regionale Marturanum, nella zona intorno a Barbarano.

Il borgo ha una storia molto antica, testimoniata da resti preistorici trovate nella zona. Ma per trovare tracce di Barbarano (conosciuto anticamente come “Martoranum”) dobbiamo arrivare al medioevo. Il borgo infatti faceva parte del Ducato Romano Longobardo, poi possedimento degli Anguillara e degli Orsini. La necessità di difendersi di chi viveva qui si può notare facilmente dalle possenti mura che coprono Barbarano su un lato e l’affaccio a strapiombo sulla valle del Biedano dall’altro.

La terza Mola

Il sentiero che scende da Barbarano direttamente nella “Gole del Biedano” ci trasporta in una dimensione differente da quella antropizzata del paese: tenendo gli occhi sul percorso per superare guadi e qualche tronco caduto sulla strada ci si rende anche conto di essere circondati da una natura selvaggia e antica, costellata qua e là di antiche mole che scandiscono il ritmo dell’escursione e regalano scorci interessanti.
Tutta la zona è prevalentemente tufacea e la gola scavata dall’attività del torrente nel tempo raggiunge i 60 metri di profondità. Il sentiero è ricoperto

La Via Cava delle Quercete

Con delle brevi deviazioni si attraversano due punti davvero unici: la Via Cava delle Quercete e
La strettoia sopra la terza Mola (la più”scenografica”), un cunicolo molto stretto e semibuio costruito dagli etruschi e raggiungibile passando proprio sopra la diga.
La Via Cava è conosciuta anche come “forra” o “tagliata”, sentieri scavati nel tufo (fino a diversi metri di altezza) dagli etruschi per collegare più agevolmente i vari insediamenti della Tuscia. Se ne trovano diverse tra Lazio e Toscana, ne abbiamo già parlato in questo articolo dedicato: https://fuocodelviandante.code.blog/2022/12/01/inviaggio-escursione-nelle-misteriose-vie-cave/

Lo stretto passaggio scavato nel tufo sopra la mola

Come sempre ringrazio la nostra compagnia di viandanti, sempre pronti a sostenerci e a esplorare gli spettacoli che il nostro territorio ha da offrire.

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