La scoperta dell’America, prima di Colombo

Il 12 ottobre ricorre il “Columbus Day”, il giorno in cui negli Stati Uniti si festeggia la scoperta del continente americano ad opera del navigatore ed esploratore genovese Cristoforo Colombo.

Quello che la storia ci racconta -però- è qualcosa di ben diverso: è ormai chiaro infatti che il primo a sbarcare sul suolo americano non fu Colombo nel 1492, bensì un vichingo, nell’XI secolo.

Leif Erikson nacque intorno al 970 d.C. in Islanda, dove la sua famiglia era stata esiliata dopo dei fatti di sangue accaduti in Norvegia, la terra d’origine di suo nonno.
Leif era il figlio di Erik il Rosso e noi -attraverso l’omonima saga- sappiamo del viaggio compiuto da Erik alla ricerca delle terre ad ovest dell’isola islandese.
Egli infatti approdò in Groenlandia (letteralmente “Terra Verde”) e pare che la chiamò così per l’aspetto in cui si presentò ai suoi occhi: a differenza dell’odierna Groenlandia, quasi completamente coperta dal ghiaccio, alla fine del X secolo l’isola era quasi sicuramente più ricca di terra coltivabile e foreste, il tutto dovuto all’aumento delle temperature che si verificò in quegli anni. Alcuni, però, sospettano che questo nome servisse semplicemente a rendere la nuova terra più “appetibile” e attirare nuovi abitanti. Qui Erik fondò due grandi insediamenti, dove i coloni cacciavano e commerciavano con la Scandinavia.

Con il passare degli anni, però, arrivarono i primi problemi per le colonie norrene: le temperature nel corso dei decenni cominciarono ad abbassarsi e le popolazioni indigene, conosciute con il nome di “Thule”, entrarono in conflitto con i coloni. Il territorio sotto il controllo dei norreni andò via via diminuendo, andando a intaccare anche le risorse da esportare, così  dopo decenni di scontri armati e carestie, gli insediamenti vennero distrutti o abbandonati. L’esperienza di Erik Thorvaldson, detto “Il Rosso” era finita.

Ma il testimone fu raccolto da suo figlio. Leif, infatti, aveva ereditato l’intraprendenza e la leadership di suo padre, oltre alle capacità di navigazione.
Egli, dopo il 986, venne a sapere di un esploratore islandese di nome Bjarni Herjólfsson, che nel tentativo di arrivare in Groenlandia aveva avvistato terre ancora più a occidente.
Leif decise quindi di acquistare la nave di Bjarni e di imbarcarsi in una missione esplorativa ancora più audace verso ovest. Ed è così che il norreno approdò in una nuova terra che chiamò “Vinland” (“terra del vino”), oggi da noi conosciuta come Terranova, nell’attuale Canada.

L’impresa di Leif restò quasi dimenticata per secoli e i pesanti dubbi sulla veridicità di quanto accaduto aiutarono a non ritenere importante la sua storia. Tuttavia nel 1960 i dubbi vennero scacciati poiché due studiosi scoprirono un insediamento norreno sulla punta settentrionale di Terranova: qui vennero portati alla luce ben 9 edifici dal design chiaramente nordico, risalenti a circa mille anni fa e tutt’ora visitabili.

Le tracce scritte e le prove archeologiche sono chiare: Leif Erikson e il suo equipaggio, furono il primo gruppo di europei a mettere piede sul suolo americano.

– Feor

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