
Chi di voi ha visto il film “The Outlaw King” (Il Re Fuorilegge), pellicola del 2018 che narra la complicata ascesa del giovane Robert Bruce sul trono di Scozia durante le guerre di indipendenza scozzesi, avrà potuto apprezzare il personaggio del vendicativo cavaliere James Douglas che –dopo aver visto la propria terra confiscata dagli inglesi e l’onore della casata infangato- si unisce alla sparuta schiera di Bruce per cercare vendetta e riscattare il proprio nome. Nel film, Douglas combatte in modo furioso e spietato, tanto da ricordare quasi un guerriero berserker.
Ma fu davvero così?
James Douglas, anche conosciuto come “Black” Douglas nacque intorno al 1286 in Scozia; sua madre morì quando era ancora neonato, mentre suo padre fu uno dei primi nobili a sostenere la rivolta di William Wallace e per questo venne incarcerato nella Torre di Londra, dove morì nel 1298. Le terre dei Douglas furono confiscate dalla corona inglese e affidate ad un cavaliere di nome Robert de Clifford. James provò a riscattare la sua casa senza utilizzare la violenza e con l’intercessione del vescovo di St Andrews riuscì ad essere accettato a corte: appena Edoardo I seppe di chi era figlio, ordinò di cacciarlo immediatamente.
Orfano, umiliato ed esiliato dal suo castello, Douglas si unì a Robert Bruce sulla via per Scone, dove questi si fece incoronare re di Scozia.
Dopo una serie di insuccessi militari, gli Scozzesi capirono che l’unica via per affrontare i forti soldati inglesi era quella della guerriglia e della sorpresa; così Douglas cominciò ad attuare questa tattica anche nei territori che una volta appartenevano alla sua famiglia ed in particolare una delle sue sortite è rimasta nell’immaginario popolare locale: nel giorno della domenica delle Palme del 1307 (alcuni indicano il 1308) Douglas e pochi altri uomini, aiutati da un contadino del posto, riuscirono ad entrare di nascosto nel castello di famiglia e a tendere una trappola ai soldati della guarnigione inglese che si erano radunati nella chiesa locale per la messa delle Palme. Molti inglesi vennero uccisi subito, mentre altri furono imprigionati e decapitati in seguito; tutto ciò che era contenuto nel castello venne distrutto o dato alle fiamme (cibo compreso).
Il soprannome “Black” venne affibbiato a Douglas proprio in questo periodo, durante il quale continuò a colpire gli inglesi, ormai vittime di una vera e propria guerra psicologica portata avanti dal temibile e pericoloso cavaliere scozzese.
Successivamente James raggiunse Robert Bruce e partecipò alle battaglie e agli eventi che porteranno alla vittoria sugli inglesi e all’indipendenza della Scozia. Dopo la decisiva Battaglia di Bannockburn –in cui il potente e numeroso esercito inglese venne pesantemente sconfitto- Douglas chiese a Bruce di poter dare la caccia al re inglese in fuga: le cronache riportano che la foga dell’inseguimento fu tale da non lasciare a Edoardo II nemmeno il tempo di fermarsi per fare scorta d’acqua.
In seguito Bruce ricompenserà Douglas per la sua lealtà alla causa rendendo i discendenti di Sir James, conti di Douglas.
Storicamente parlando, il personaggio di James Douglas è raccontato in modo piuttosto accurato in “The Outlaw King”, nel quale vengono narrati i fatti essenziali della parabola del temuto condottiero, il che rende la sua figura ancora più interessante.
– Flavio F.
Fonti:
- William Fraser, The Douglas Book, 1885. Vol. I
- http://www.treccani.it
- http://www.wikipedia.org
- http://www.britannica.com
- The Story of Robert the Bruce, Jeanie Lang, 2023, Blurp Edizioni
