Viandando – Cerveteri (Caere Vetus) tra la necropoli e le cascate

I nostri passi questa volta ci hanno portato in un luogo straordinario, dove le tracce di un passato antico si mescolano con la bellezza straordinaria della natura.
Ci troviamo a Cerveteri, in un percorso che ci ha portato dalla Necropoli della Banditaccia, alle vicine cascate.


La zona è letteralmente disseminata di sepolcri etruschi, datati dal XII secolo a.C. al II secolo a.C. Il complesso della Banditaccia (una vera e propria “città dei morti”) è collegato all’antico abitato di Caere Vetus (Antica Cere) attraverso la suggestiva Via degli Inferi, una via cava scavata nel tufo su cui si affacciano centinaia di tombe a camera semicoperte di muschi e vegetazione: sembrano osservarci come grandi occhi neri scavati nella roccia.

Alcune tombe a camera sulla Via degli Inferi
Sulla Via degli Inferi

Attraversare questo sentiero lascia davvero impressionati e lascia immaginare cosa significasse per gli antichi abitanti del luogo passare dal mondo dei vivi (la città) a quello dei morti (la necropoli).

Attraversati i resti delle possenti mura di Caere Vetus (Porta Coperta) si imbocca il sentiero che supera il fiume Vaccina, protagonista di un episodio mitologico: sarebbe infatti il corso d’acqua da cui Venere avrebbe consegnato le armi a suo figlio, Enea. Almeno secondo ciò che scrisse Virgilio!
Lungo il percorso, dopo una zona esposta immersa nei campi verdi, si entra nel fitto del bosco, dove si incontrano cinque diverse cascate, alcune con salti tra i 25 e i 30 metri. Tra queste la più maestosa è sicuramente la Cascata della Mola.

In ordine si incontrano:

– Cascata del Vaccinello
– Cascata dell’Arenile
– Braccio di Mare

– Cascata dell’Ospedaletto
– Cascata della Mola o delle Mole.

La compagnia sotto alla Cascata della Mola


Una splendida uscita che merita di essere intrapresa, capace di catapultare il visitatore in un mondo arcaico e incontaminato, lontano dai clacson e dal trambusto della routine quotidiana.

Il paesaggio esposto tra i campi, in lontananza i boschi dove si celano le cascate
Una delle 5 cascate

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– Flavio Feor

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