Torniamo nella Tuscia per esplorare un luogo magico, che ha ispirato artisti di ogni tipo e che è ormai famoso in tutto il mondo…
Civita di Bagnoregio è conosciuta come “La Città che Muore” sorge su uno sperone di tufo e argilla. Il vento e soprattutto l’acqua piovana erodono da millenni le pareti su cui è arroccato il meraviglioso borgo di Civita.

Questo processo naturale continua ancora oggi e non si è ancora trovata una soluzione definitiva condannando perciò il piccolo paese ha un destino infausto. Ma ciò che rende fragile questo luogo è diventato il suo punto di forza: sono quasi un milione i visitatori che ogni anno vengono da tutto il mondo per ammirare Civita di Bagnoregio. La città che muore, infatti, sembra “sospesa” sulla valle che la circonda: la Valle dei calanchi.
La storia di Civita di Bagnoregio risale a 2500 anni fa. Era in origine una città etrusca, passata poi sotto il dominio romano e successivamente governata da goti, longobardi e Stato Pontificio.
Il borgo fu dominato dalla famiglia dei Monaldeschi, allora signori di Orvieto, ma nel 1494 i cittadini di Civita cinsero d’assedio il castello nobiliare e ad ottenere la libertà e l’indipendenza.
A testimonianza della dura lotta degli abitanti della cittadina contro i tiranni c’è ancora una effige all’entrata del paese (l’unica rimasta delle cinque che esistevano).

La porta Santa Maria è l’unico accesso rimasto che collega Civita di Bagnoregio alla “terraferma”. Il ponte pedonale che bisogna attraversare per raggiungerla è stato realizzato nel 1965, solo dopo che un terremoto aveva di fatto isolato il borgo, rendendo sempre più complicata la permanenza dei pochi abitanti.
Civita sorge su due grandi forre attraversate da due fiumi: il Rio Chiaro e Rio Torbido. Alle sue spalle si apre lo scenario lunare della Valle dei Calanchi…formazioni di materiale cretoso modellato dagli agenti atmosferici nel corso dei millenni e oggi oggetto di studi e ricerche.

La nostra escursione questa volta è stata un pò più all’avventura del solito…siamo partiti da Lubriano per avventurarci nella Valle dei Calanchi ma i sentieri che abbiamo incontrato, oltre a non essere ufficiali e segnati, erano quasi completamente chiusi dalla vegetazione. Abbiamo dovuto trovare delle strade alternative che ci hanno fatto attraversare la forra che separa Lubriano da Civita e raggiungere il borgo.
Prima di visitare Civita ci siamo fermati per pranzo in una trattoria buonissima (e -cosa importantissima- non turistica) nel paese di Bagnoregio (quello nuovo, per intenderci): Il Fumatore di Neri offre menù tipico della zona e piatti squisiti a prezzi onesti, da provare.
Ci siamo incamminati sulla strada asfaltata per tornare a Lubriano e recuperare le macchine e per poi dirigerci (questa volta in macchina) a Civita di Bagnoregio: il biglietto per entrare costa 5€ e l’attraversamento del ponte è una bella esperienza per gli occhi. Noi l’abbiamo fatta quasi al tramonto, cosa che ha migliorato ancora di più il paesaggio.
Il paese è completamente scavato o realizzato in tufo. Non esiste casa o costruzione che sia fatta di un materiale diverso. Attraversata la suggestiva porta d’ingresso ci ritroviamo in una piazzetta circondata da bar e botteghe pronte ad accogliere i turisti. Ci addenttiamo nei vicoli alla ricerca di uno scorcio sul paesaggio e lo troviamo in fondo al paese. Le sfumature rosa del sole che sta lentamente tramontando sfiorano le forre sottostanti e le forme acuminate dei Calanchi erosi dal tempo…uno spettacolo perfetto per concludere questa nostra nuova avventura.
INFO PER GLI AVVENTURIERI:
– Lunghezza percorso: 17 km
– Dislivello: 300 metri circa
– Difficoltà: Facile
– Bellezza: INCREDIBILE
(P.s. il percorso questa volta è stato più caotico e improvvisato del solito, perciò consigliamo di trovare le tracce giuste, soprattutto per il percorso nella Valle dei Calanchi.)
