
Si torna all’avventura con le nostre esplorazioni viandanti! Questa volta siamo andati a scoprire alcuni dei luoghi più belli e misteriosi dei Monti della Tolfa, a pochi chilometri dal Lago di Bracciano, nel Lazio.
Questi monti ebbero origine nel Pleistocene a seguito di eruzioni vulcaniche di tipo acido, il che ha determinato la particolare composizione del terreno -ricco di minerali preziosissimi per l’uomo, come l’Alunite- e il conseguente sfruttamento del territorio per molti secoli. La vicina città di Allumiere, ad esempio, nacque per dare una casa agli operai e alle maestranze impiegate nelle molte cave aperte a partire dal XV secolo nella zona.
Il nostro percorso comincia a pochi passi da Tolfa, all’imbocco di una strada medievale, ancora ben lastricata di pietre, conosciuta come Sentiero dei Ginepri (o delle Ginestre)
Viene da chiedersi quanti passi hanno visto queste vecchie pietre nei secoli passati…ma la nostra attenzione viene subito rapita da un grosso masso isolato che compare sulla nostra sinistra: è la “Sasso della Strega”, pietra intorno a cui -secondo le leggende- le streghe della zona praticavano i loro sabba al chiaro di luna.


Proseguiamo oltre una valle seguendo una strada bianca, fino ad un bivio, se si prosegue a sinistra si devia per raggiungere uno degli attori principali dell’avventura di oggi: il “Cerro Bello”, ma prima di raggiungerlo ci fermiamo (sempre al bivio) per scorgere le fondamenta del santuario etrusco di Grasceta dei Cavallari, il tempio era probabilmente dedicato alla dea Afrodite (o Turan per gli etruschi) ma troviamo i resti del complesso completamente avvolti dalla vegetazione…peccato che luoghi di grande interesse storico debbano essere lasciati in un tale stato di incuria.
Proseguiamo sulla deviazione del sentiero e sempre seguendo i segnavia CAI fino ad addentrarci in un bosco di querce sempre più fitto…i nostri passi proseguono scricchiolano sulle foglie cadute a terra finché non lo vediamo: il Cerro Bello, una quercia di circa 300 anni, si staglia in tutta la sua imponenza davanti a noi, lasciandoci letteralmente a bocca aperta!
Con i suoi 35 metri di altezza e più di 5 metri di circonferenza del tronco, questo “signore degli alberi” appare più come un maestoso monumento di madre natura che come un semplice albero…emanando saggezza e ispirando rispetto; un vero sopravvissuto delle antiche foreste che ricoprivano questi territori molto tempo fa…

Tornando al bivio del Santuario di Grasceta dei Cavallari, prendiamo il sentiero verso est (quello di destra) ritornando nel fitto del bosco che di tanto in tanto si apre e si richiude sulle nostre teste, giocando con la luce del sole di settembre…si raggiunge infine una piana che sale lievemente fino al Monte Piantangeli, e qui sopra, oltre alla vista mozzafiato sulla Valle del Mignone, abbiamo scoperto una perla veramente unica: la cima del monte conserva ancora i resti di un luogo sacro, costruito in età carolingia e appartenuto all’ordine templare.
L’abbazia medievale di Monte Piantangeli fu di proprietà dell’ordine monastico-cavalleresco dei cavalieri templari per alcuni anni, ma nel 1314, quando i Templari vennero perseguitati dal re di Francia, questi vennero cacciati anche da questa abbazia posta sulle verdi colline della Tolfa e il complesso venne dato alle fiamme e abbandonato.


Immergersi nelle rovine di pietra di questo borgo fortificato ci trasporta davvero indietro nel tempo, facendo vagare l’immaginazione attraverso i secoli, immaginando com’era l’abbazia prima della distruzione…oppure viene da chiedersi che fine fecero i monaci-cavalieri che la abitavano, dopo i giorni di fuoco e sangue che videro la fine di questo potente e misterioso ordine.
Per il ritorno si ripercorrono i passi dell’andata fino a scendere dal Sentiero dei Ginepri attraversato all’inizio.
In conclusione un’escursione davvero unica, piacevole e poco impegnativa fisicamente, che consigliamo a chiunque ami immergersi nella natura, nella storia e nelle leggende.

Informazioni tecniche per aspiranti viandanti:
Lunghezza: 13 km
Dislivello: 350 Ca.
Difficoltà: (E – Escursionistica)
Bellezza: incontenibile
Alla prossima avventura!
– Flavio Frontaloni
