Alci da guerra: La folle cavalleria del re svedese Carlo XI

Benvenuti viandanti,
Come sapete ci piace raccontarvi storie inusuali, strane e ai limiti dell’assurdo…e quella che vi raccontiamo oggi è una di queste.

L’uomo, da quando ha scoperto di poter allevare gli animali, ha cominciato ad impiegarli nei più svariati usi: cibo, aiuto nella coltivazione, trasporto e…guerra.


Sappiamo di un numero davvero incredibile di specie utilizzate in ambito militare e alcune di loro le conoscerete senz’altro: i cavalli forse sono stati i più impiegati in assoluto nelle battaglie e per lo spostamento degli eserciti; insieme a loro mucche, cani, dromedari, elefanti, maiali, persino insetti…ma scommettiamo che l’animale di oggi non ve lo sareste mai aspettato.


Nel tardo XVII secolo, il re Carlo XI (Karl XI) di Svezia tentò il folle esperimento di costituire per il suo esercito un reggimento di cavalleria piuttosto particolare, che avrebbe dovuto demolire il nemico sia moralmente che fisicamente: le cavalcature infatti non sarebbero state composte da normali cavalli, bensì da alci.
La mente non può che andare all’immagine del glorioso re Thranduil, descritto da Tolkien ne Lo Hobbit. Egli, nell’ adattamento cinematografico di Peter Jackson, guida l’attacco degli elfi silvani a cavallo di un enorme alce.
Nella realtà però l’alce, oltre ad essere un animale imponente e dotato di grosse corna con cui ingaggia paurosi duelli, è anche un animale selvaggio e potenzialmente pericoloso, praticamente impossibile da addomesticare. 
L’Alces Alces, questo è il suo nome scientifico, è il più grande della famiglia dei cervidi ed è un animale il cui peso varia tra i 400 e i 550 kg e la cui altezza può raggiungere i 2,3 metri al garrese, un vero gigante. Questo straordinario animale vive nei freddi boschi dell’emisfero boreale, in eurasia e nel nord America.
L’Alce può spostarsi, con la sua insolita andatura, di molti chilometri al giorno, motivo in più per ricercare un suo importo in ambito bellico:


Immaginate una schiera di enormi animali con corna (palchi) di circa 2 metri di ampiezza presentarsi sul campo di battaglia pronti a caricarvi e a spazzarvi via senza pietà: é quello che immaginava il sovrano di Svezia quando programmava l’ingresso dell’alce nel mondo militare dell’europa del tardo XVII secolo…

Un richiamo, il poderoso bramito, avrebbe aperto la carica di queste spettacolari bestie…peccato per un dettaglio…o forse più di uno.
L’indole irascibile, i problemi di salute e l’intelligenza che caratterizza le alci (una volta in battaglia, se un esemplare veniva ferito o ucciso, tutti gli altri fuggivano) fecero naufragare l’improbabile sogno del sovrano di Svezia. 

Nella storia, il rapporto fra questo animale e le popolazioni stanziate nelle regioni da esso abitato fu spesso complesso e apprendiamo che quello del sovrano svedese non fu l’unico tentativo di utilizzare questi animali per gli scopi militari o di allevamento…

Nelle fredde terre russe, ad esempio, si trovano tracce di alcune leggende riguardanti i Mansi, uno schivo popolo indigeno degli Urali orientali; queste narrano di come questa gente scendesse in battaglia a cavallo di enormi alci dai palchi dipinti di rosso. Sembra che nel XVIII secolo queste leggende siano giunte alle orecchie di Caterina la Grande, potente e famosa zarina russa dell’ epoca,  e che, temendo che gli esuli e ribelli deportati in quelle zone potessero utilizzare queati animali per combatterla, abbia fatto vietare  l’allevamento dei cervidi.
Pare inoltre negli anni 30′ lo stesso leader sovietico Josif Stalin provò ad addomesticare le alci ai fini di costituire dei reparti di cavalleria. Anche questa volta però, il tentativo fallì. Quasi tutti gli allevamenti chiusero i battenti, ma ne rimane uno ancora attivo nella località di Kostroma, non lontano da Mosca, in cui, su spinta dell’ allora presidente Nikita Krushchev, tutt’ora si lavora a questo strano progetto.

Chissà che le nuove tecnologie possano superare  gli ostacoli posti dalla natura ma ci domandiamo e VI domandiamo, sarebbe auspicabile?

Quello che sappiamo è che, come spesso accade, la storia ci offre episodi degni dei più affascinanti racconti fantasy.

Prima di concludere i nostri articoli vi proporremo libri, film e videogiochi per approfondire i temi trattati. Per quello di oggi vi consigliamo il già citato “Lo Hobbit, la Battaglia dei Cinque Eserciti” di Jackson ed il libro “L’Alce Sacro, miti della natura degli indiani Pueblo”, di Hamilton A. Tyler. Speriamo vi piacciano.

Un saluto a voi viandanti e alla prossima avventura!

– Flavio Feor



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