Viandando – Nel Parco di Vulci

Oggi il Fuoco del Viandante vi porta al Parco di Vulci, una terra sospesa tra storia, leggenda e natura selvaggia.

Qui, tra i resti di un’antica città etrusca e le tracce lasciate dai romani, il tempo sembra scorrere più lentamente. I sentieri attraversano boschi e vallate dove scorrono fiumi e dove le cascate raccontano storie antiche quanto la pietra.

L’antica città di Vulci (anticamente Velch o Velx) affonda le sue origini fin dal XI secolo a.C. ed era una delle dodici città etrusche che formava la dodecapoli, la lega dei centri etruschi più importanti.
Nel parco archeologico si attraversa una lunga strada ancora lastricata come lo era migliaia di anni fa. Sui due lati si scoprono numerose strutture meravigliose: il basamento del Tempio Grande, la Domus del Criptoportico e il Mitreo. Esplorare queste rovine significa attraversare letteralmente la storia…e la sensazione di trovarsi di fronte alle vestigia di una grande città del passato si fa sentire.


La natura si fonde con i reperti e i monumenti, così lungo il percorso troviamo impronte di animali selvatici come cinghiali e tassi, i nuovi abitanti di questi affascinanti luoghi.
In fondo alla strada, superate le mura di Vulci si raggiungono le sponde del fiume, che seguiamo, fino al famoso e suggestivo laghetto del Pellicone, che fu scenario di molte e famose pellicole cinematografiche.

A dominare questo paesaggio si erge il Castello dell’Abbadia, custode silenzioso della valle con il suo leggendario Ponte del Diavolo, avvolto da racconti popolari e misteri tramandati nei secoli. Il Ponte del Diavolo di Vulci attraversa il fiume Fiora, le sue fondamenta risalgono probabilmente all’epoca etrusca, mentre la struttura con le arcate fu completata dai romani nel I secolo a.C. e poi modificata nel Medioevo. Ponte con l’arcata di forma perfettamente semicircolare, leggenda vuole che sia stato costruito grazie ad un patto con il Demonio:
egli avrebbe costruito il ponte in una sola notte, ma in cambio avrebbe preso l’anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato. Il ponte fu davvero completato prima dell’alba. Quando arrivò il momento di pagare il prezzo del patto, gli abitanti decisero di ingannare il Diavolo facendo attraversare per primo un animale.

Camminare a Vulci significa attraversare epoche diverse: dai guerrieri etruschi ai viandanti medievali, fino ai passi di chi oggi sceglie di perdersi tra natura e memoria.

Perché ogni sentiero ha una storia da raccontare. E ogni viandante porta con sé una scintilla del fuoco.

Il Fuoco del Viandante

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